Il nuovo Museo dell’Opera del Duomo

Fondato nel 1891, considerevolmente ampliato e ripensato negli anni 2013-2015, il Museo dell’Opera del Duomo di Firenze oggi offre una risposta innovativa al problema di esporre un patrimonio antico. Legato a un sito specifico, Piazza del Duomo, il Museo accoglie capolavori creati per il Battistero, la Cattedrale e il Campanile di Giotto, narrando la storia di questi edifici con installazioni evocanti i contesti architettonici e raggruppamenti di opere, la pluralità delle espressioni artistiche e l’atmosfera di devozione per cui le statue, i dipinti, le oreficerie liturgiche e i paramenti furono destinati. A suggerire il rapporto tra contenuti, forme e funzioni nei periodi che hanno generato le opere ci sono inoltre testi di sala, film, applicazioni multimediali, visite guidate e una guida cartacea. L’obiettivo è di rendere intelligibili i messaggi che le opere volevano trasmettere, comunicando al pubblico globale del nostro tempo i valori umani che la bellezza dell’arte esalta.

Il Direttore

Sacerdote e storico dell’arte, Timothy Verdon è il primo direttore nei 127 anni del Museo dell’Opera del Duomo, nominato nel 2011; suo è il progetto museologico che ha animato la re-installazione della collezione negli anni 2013-2015. Con un dottorato di ricerca da Yale University, Verdon è stato Consultore della Pontificia commissione dei Beni Culturali e Fellow della Harvard University Center for Italian Renaissance Studies a Firenze (Villa I Tatti). Ha pubblicato libri e articoli sull’arte cristiana, tra cui recenti volumi sulla pittura del Beato Angelico e sugli affreschi della Cappella Sistina, e ha curato mostre importanti a Torino, Washington, D.C., Seul e New York. Monsignor Verdon, canonico della Metropolitana Fiorentina e Direttore dell’ufficio diocesano d’arte sacra, è anche docente presso la sezione fiorentina della Stanford University e scrive per la pagina culturale dello “Osservatore Romano”; al Museo dell’Opera è affiancato dalla Dott.ssa Rita Filardi, responsabile della Collezione, e dal Dr. Giovanni Serafini, assistente di ricerca.

Il Convegno

L’idea del presente convegno su “Museologia e valori: arte e dignità umana nel secolo XXI” nasce dall’esperienza recente dell’Opera del Duomo di Firenze nel re-installare i capolavori del suo museo, e mira a stimolare uno scambio tra professionisti nel campo museale sul ruolo dell’arte del passato nell’attuale cultura globale. I relatori e partecipanti alle tavole rotonde sono direttori e curatori di musei importanti, professori di museologia e architetti attivi in questo campo, che racconteranno le loro sfide e le loro soluzioni nella comunicazione dei significati. Una domanda centrale del convegno è se si creda ancora che i musei, nel modo in cui mostrano l’arte, possano plasmare nei visitatori un senso della dignità della persona umana. Attraverso le letture di storia e di stile che propongono, possono i musei colmare la distanza che oggi sembra separare il presente dal passato, isolando singoli e gruppi in una contemporaneità senza radici? Se si, come? Se no, perché?

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